19.1 I nomi di dominio

Come descritto nei cap. 16 e 17, quando più sistemi sono collegati in rete, le loro interfacce di rete sono identificate univocamente, a livello physical, da un indirizzo fisico assegnato dal costruttore. Lo stack di protocolli TCP/IP permette di assegnare ad esse anche un indirizzo IP di più alto livello, sul quale si basano i meccanismi di routing. Dunque per comunicare con una determinata interfaccia è opportuno conoscerne l’indirizzo IP.

Un indirizzo IP (cap. 17) è un valore numerico a 32 bit (IPv4) o a 128 bit (IPv6) che non è facile ricordare. Sarebbe più facile ricordare degli indirizzi mnemonici costituiti da nomi piuttosto che da numeri. È quindi necessario un meccanismo di traduzione dei nomi nei corrispondenti indirizzi, ovvero quell’operazione che va sotto il nome di risoluzione dei nomi. Questo compito può essere assolto utilizzando due metodi:

  1. impostazioni statiche sul sistema (file /etc/hosts - v. sez. 20.7);
  2. il DNS;

È evidente che il file /etc/hosts può essere utilizzato nel caso in cui la rete considerata sia composta da pochi sistemi (al massimo una decina): l’aggiunta di un’interfaccia comporta la modifica del file /etc/hosts su ogni macchina. Per questo motivo è stato creato un sistema di risoluzione dei nomi che viene aggiornato automaticamente: il DNS.


  19.1.1 DNS - Domain Name System
   19.1.1.1 Le zone di competenza
   19.1.1.2 I Resource Record (RR)
   19.1.1.3 I messaggi del protocollo del DNS
   19.1.1.4 Compressione dei dati
   19.1.1.5 Caching name server
   19.1.1.6 Il master file
   19.1.1.7 La risoluzione dei nomi
   19.1.1.8 La risoluzione degli indirizzi
   19.1.1.9 Risoluzione degli indirizzi di posta elettronica