Il MUA, detto anche client di posta elettronica, generalmente permette all’utente la gestione della propria e-mail, come la lettura, archiviazione e scrittura di messaggi (sono esempi di MUA Mozilla Thunderbird, KMail, Evolution). Per quanto riguarda la scrittura di un messaggio, oltre a permettere di scrivere il testo da inviare, consente di specificare ulteriori dettagli (campi) relativi al messaggio stesso, riportati in tab. 19.11.
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La sintassi degli indirizzi di posta elettronica è quella seguente
name@domain
dove name è un identificativo della casella di posta elettronica ad esso associato e
domain è il dominio di cui fa parte la casella di posta elettronica considerata. Ad
esempio
d.masini@tiscali.it
è un indirizzo e-mail valido: d.masini è l’identificativo della casella di posta
elettronica (spesso contiene il nome e/o cognome dell’utente a cui si riferisce se si tratta
di una casella di posta personale, ma può essere anche il nome di un ufficio nel
caso si tratti di una casella di posta elettronica dell’ufficio vendite di un’azienda),
e tiscali.it è il dominio del gestore della casella e-mail considerata. Il simbolo
‘@’ viene pronunciato in maniera diversa, dipendentemente dalla lingua del paese
considerato, ad esempio in Italia viene detto chiocciola per la sua somiglianza al
mollusco. La sua pronuncia internazionale, è identica a quella del termine inglese
at.
Un MTA in genere accetta indirizzi e-mail anche della forma
real_name <name@domain>
oppure
"real_name" <name@domain>
dove real_name è il nome, in forma più leggibile, dell’assegnatario della casella di e-mail
indicata da name@domain. Un esempio può essere quello seguente
Daniele Masini <d.masini@tiscali.it>
È possibile specificare più indirizzi e-mail come destinatario (to), copia conoscenza (cc) e
copia conoscenza nascosta (bcc) per inviare lo stesso messaggio a più indirizzi, senza doverlo
scrivere più volte. Per far ciò si possono semplicemente specificare gli indirizzi uno dopo
l’altro, separandoli con il carattere ‘;’.
Un messaggio e-mail verrà inviato ad ogni indirizzo specificato come destinatario diretto (to) e per copia conoscenza (cc e bcc). Coloro ai quali verrà recapitato il messaggio non saranno in grado di vedere se il questo è stato recapitato per cononoscenza nascosta a qualche indirizzo, mentre tutti i riceventi potranno conoscere quali sono gli indirizzi a cui esso è stato inviato come destinatario (to) o per conoscenza (cc).
Ad esempio, inviando un messaggio e-mail a (to) alfa@prova1.it ed a beta@prova2.com e specificando che per conoscenza (cc) il messaggio venga recapitato anche a gamma@prova3.it ed a delta@prova4.org e come conoscenza nascosta (bcc) a epsilon@prova5.com e eta@prova6.de, si otterrà che tutti gli indirizzi indicati riceveranno una copia del messaggio e tutti saranno in grado di vedere gli indirizzi indicati come to e cc, ma nessuno dei riceventi potrà vedere gli indirizzi indicati come bcc, cioè, in questo caso, epsilon@prova5.com e eta@prova6.de. Per cui non si può essere certi che un messaggio che si è ricevuto non sia stato ricevuto, per conoscenza nascosta, anche da qualcun altro.
Il MUA in genere facilita le operazioni di risposta (reply) e di inoltro (forward) dei messaggi e-mail. Un messaggio di risposta, generalmente viene preparato dal MUA inserendovi all’interno il messaggio originale come si dice in gergo “quotato”, cioè segnato in qualche modo per riconoscerlo (generalmente viene inserita la stringa ‘> ’ all’inizio di ogni riga del messaggio a cui si sta rispondendo) ed inserendo in testa ad esso i riferimenti del mittente.
Per quanto riguarda il testo della risposta sarebbe opportuno inserirlo in coda al messaggio originale, eliminando le parti del messaggio originale superflue per capire la risposta. Eventualmente, se si risponde a più di una parte del messaggio originale, le risposte possono essere inserite all’interno del messaggio originale stesso subito dopo la parte alla quale ognuna di esse si riferisce.
Un esempio di un messaggio e-mail di risposta potrebbe essere quello seguente (Daniele che risponde ad un messaggio di Gigi)
Gigi ha scritto: > Ciao, come stai? > Spero bene. > > Ciao > Gigi > Salve! Io sto benissimo. Ci vediamo presto. Saluti, Daniele
Generalmente i MUA controllano gli oggetti dei messaggi ai quali viene preparata una risposta e non inseriscono la stringa ‘Re: ’ se essa è la prima parte dell’oggetto (si tratta già di una risposta) per non avere, nel caso di un botta e risposta di messaggi un oggetto del tipo “Re: Re: Re: Re: ...”. Sebbene la maggior parte dei MUA lo faccia, non tutti adottano questa convenzione ed inseriscono in testa all’oggetto la stringa ‘R: ’. Quindi la comunicazione tra un MUA che adotta la convenzione ‘Re: ’ ed uno che adotta quella ‘R: ’ può generare oggetti del tipo “Re: R: Re: R: ...”.
Un messaggio e-mail può essere inoltrato ad altri destinatari. Questo significa che il MUA prepara il messaggio di inoltro inserendovi all’interno il messaggio da inoltrare. Un esempio di un messaggio inoltrato è riportato di seguito (Daniele inoltra a Gigi un messaggio ricevuto da pippo@prova1.org)
Ciao, Gigi. Di seguito ti inoltro il messaggio che ho ricevuto da Pippo. Saluti, Daniele -------- Original Message -------- Subject: Messaggio di prova. Date: Ven, 10 Dec 2004 11:14:20 +0100 From: pippo@prova1.org To: Daniele Masini <d.masini@tiscali.it> Ciao Daniele, Questo è un messaggio di prova. Saluti, Pippo.
Ad un messaggio e-mail possono essere inseriti degli allegati o attachment, ovvero
dei file veri e propri, in qualunque formato essi siano, che il MUA ricevente sarà
in grado di riestrarre dal messaggio stesso. L’allegato verrà opportunamente
codificato in maniera tale che il messaggio e-mail da inviare risulti composto
da caratteri ASCII standard, così da risultare compatibile con il protocollo
SMTP5
a conversione in ASCII, a meno di non utilizzare le
MIME6, viene fatta
storicamente con Uuencode7.
[da completare ...]