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Glossario
PROTOCOLLO CSMA
(Carrie Sense Multiple Access)
Supponiamo che più stazioni si trovino
nella condizione di dover condividere uno stesso canale trasmissivo. Ad
esempio più terminali connessi su una stessa LAN. Sappiamo che
in questa situazione, se più stazioni accedono contemporaneamente
al canale effettuando una trasmissione, generano una collisione di dati
con la conseguente perdita dell'informazione. Appare quindi necessario
un'insieme di regole che disciplinino l'accesso al canale. L'insieme di
tali regole va sotto il nome di protocollo.Il CSMA è un protocollo
a contesa. Con questo s'intende l'assenza di un'entità centralizzata
che decide chi deve trasmettere e chi meno. Le stazioni si contendono
quindi l'accesso al canale. Nella versione base si ha che la stazione,
prima di effettuare la trasmissione, ascolta il canale per capire se ne
è presente una in corso. L'ascolto del canale continua anche durante
la trasmissione. In tal modo la stazione in esame, potrà rendersi
conto di un'eventuale collisione e interrompere la trasmissione. In una
sua variante, ovvero la CSMA/CA, s'impone che le stazioni che hanno generato
la collisione, attendano un tempo ramdom prima di riprovare a trasmettere.
La variante che interessa il nostro studio è la CSMA/CD. Questa
è anche la più diffusa. Nel caso la trasmissione avvenga
via etere, la rilevazione di una portante definisce l'occupazione del
canale. Se invece la trasmissione è effettuata via cavo, si effettua
una lettura della potenza. Si ha quindi che una stazione inizia la propria
trasmissione solo se rileva il canale libero. Ora questo modo di procedere
non salvaguarda da collisioni. Supponiamo infatti di trovarci nella situazione
in cui ci siano due stazioni molto lontane tra loro.
Il segnale trasmesso dalla prima impiegherà
un po' di tempo per giungere alla seconda. Supponendo che la trasmissione
avvenga in t 0 e che il segnale giunga alla seconda in un tempo T, avremo
la presenza di una finestra temporale all'interno della quale la seconda
stazione non rileva presenza di segnale sul canale.

In tale situazione si sentirà pertanto
autorizzata ad accedere al canale, causando una collisione di dati. Tale
finestra va infatti sotto il nome di finestra di collisione ed aumenta
in modo direttamente proporzionale alla grandezza della LAN. Vi sono inoltre
casi in cui la seconda stazione non è in grado neanche di rilevare
l'avvenuta collisione. In tal caso potrebbe pensare che la trasmissione
ha avuto buon fine e di conseguenza non effettua la ritrasmissione del
pacchetto informativo. Questo avviene quando la durata della trasmissione
della seconda stazione avviene in un tempo inferiore della durata della
finestra temporale. Questo è un grosso limite che porta alla drastica
riduzione dell'estensione di una rete i cui terminali presentano un'elevata
velocità di trasmissione.
Le WLAN 
Le reti locali wireless, o LAN wireless, stanno
modificando il mondo delle reti di computer. Le aziende di tutto il mondo
stanno implementando reti wireless indipendenti o in aggiunta a quelle
cablate per aumentare la produttività dei dipendenti, ridurre i costi
e superare gli ostacoli delle connessioni tradizionali.
Giunte sul mercato nei primissimi anni novanta,
esse hanno avuto la definitiva svolta con l'approvazione dello standard
IEEE 802.11 (1997) evolutosi in seguito nello 811.2a e 811.2b. Quest'ultimo
definisce oggi lo standard definitivo per il WLAN anche se si lavora ancora
al fine di ottenere un miglioramento ed un adattamento dello stesso alle
esigenze quotidiane. Infatti parallelamente sono nati altri standard meno
conosciuti. Citiamo ad onor di cronaca l'HIPERLAN definito dall'European
Telecomunications Standards Institute-Broadband Radio Access Network,
l'HomeRF SWAP e il Bluetooth.
Quali sono i vantaggi che rendono così appetibile
questa tecnologia? Beh, indubbiamente la flessibilità. Infatti abbiamo
un'enorme aumento d'efficienza rispetto ad una rete cablata. Si scavalcano
in questo modo tutti quei problemi riscontrati nella stesura della stessa.
Pensate ad esempio la realizzazione di una LAN che colleghi due edifici
separati da grossi ostacoli o la stesura della stessa all'interno di una
struttura storica. Non ci sarebbe più bisogno di stendere cavi antiestetici.
Abbiamo inoltre la possibilità di rendere mobile l'utente collegato. Pertanto
se parliamo di computer portatili le potenzialità aumentano. Immaginatene
l'uso che se ne potrebbe fare all'interno di una struttura sanitaria quale
un ospedale oppure all'interno di un aeroporto, un magazzino. A tutto
questo aggiungiamo che i costi di realizzazione sono relativamente bassi.
Ovviamente c'è il risvolto della medaglia e
quindi gli svantaggi. Essendo una trasmissione radio fatta ad alta frequenza,
ne presenta tutte le pecche. Abbiamo da considerare fenomeni di attenuazione,
interferenza, riflessioni, e sicurezza. A ciò va aggiunto problemi energetici
legati al fatto che usiamo dispositivi a batteria e compatibilità. Per
i primi tre, i problemi sono identici a quelli riscontrati in una qualsiasi
altra trasmissione radio. Ipotizzando un trasmettitore isotopico (che
trasmette nello stesso modo in tutte le direzioni) abbiamo che il segnale
si propaga e la potenza si spalma istante per istante su sfere concentriche.
Questo porta ad un'attenuazione che è inversamente proporzionale alla
distanza percorsa dal segnale. Quindi se trasmettiamo una potenza effimera,
non arriva nulla. Se trasmettiamo una potenza superiore al necessario,
inficiamo sulla durata della batteria. Ancora, il segnale in presenza
di ostacoli rimbalza e genera un'onda riflessa. Questa giunge sul ricevitore
contemporaneamente al segnale diretto ed a un'infinità di segnali riflessi
(fenomeno delle riflessioni multiple). Specie negli ambienti chiusi. Il
risultato è una distorsione del segnale e nella peggiore delle situazioni,
il fenomeno dell'affievolimento profondo. Poi c'è l'interferenza verso
altri dispositivi e la suscettanza nei confronti di disturbi radio. Parlando
invece di compatibilità, il problema nasce dalla presenza di diversi standard.
E' ovviamente preferibile l'uso di access point e schede identiche per
poter sfruttare al massimo la rete. Infine, ma non per ultimo per importanza,
il problema della sicurezza. L'informazione trasmessa diviene alla portata
di tutti, pertanto occorre effettuare un criptaggio del segnale.
Le applicazioni della WLAN sono in parte stati
elencati prima quando ho trattato i vantaggi. A questi vanno aggiunti
il prossimo lancio dell'home networking (dispositivi che colloquiano tra
loro all'interno di un'appartamento) o ai cellulari di prossima generazione.
Facciamo ora una breve panoramica sugli standard. In questa sede tratto
solo gli standard citati sopra a eccezione dello standard 802.11. Per
questo dedicherò un paragrafo molto completo, cercando di venire incontro
a tutti gli interessati, dato che in giro si trova solo materiale in inglese.
Il primo standard citato, ovvero l'HIPERLAN
definito nel 1996 dallo ETSI-BRAN. Esso lavora su una banda centrata sui
5Ghz raggiungendo un throughput di 24 Mbps. E' garantito il supporto Quality
of Service (QoS) per voce dati immagini e video. Da poco ne è stata sviluppata
una seconda versione che si pone in diretta concorrenza con lo standard
americano 802.11. In questa il throughput si porta a 54 Mbps. Di seguito
si riporta una tabella riassuntiva circa le caratteristiche della famiglia
HIPERLAN.
|
|
HIPERLAN
1
|
HIPERLAN
2
|
HIPERLAN
3
|
HIPERLAN
4
|
|
Application
|
Wireless
LAN
|
Access
to ATM fixed networks
|
Wireless
local loop
|
Point-to-point
wireless ATM connections
|
|
Frequency
|
5,1-5,3
GHz
|
5,1-5,3
GHz
|
5,1-5,3
GHz
|
17,2-17,3
GHz
|
|
Topology
|
Decentralized
ad-hoc/infrastucture
|
Cellular,
centralized
|
Point-to-multipoint
|
Point-to-point
|
|
Antenna
|
Omni-directional
|
Omni-directional
|
Directional
|
Directional
|
|
Range
|
50m
|
50-100m
|
5000m
|
150m
|
|
QoS
|
Statistical
|
ATM
traffic classes (VBR, CBR, ABR, UBR)
|
ATM
traffic classes (VBR, CBR, ABR, UBR)
|
ATM
traffic classes (VBR, CBR, ABR, UBR)
|
|
Mobility
|
<10
m/s
|
<10
m/s
|
Stationary
|
Stationary
|
|
Interface
|
Conventional
LAN
|
ATM
network
|
ATM
network
|
ATM
network
|
|
Data
rate
|
23.5
Mbps
|
>20
Mbps
|
>20
Mbps
|
155
Mbps
|
|
Power
conservation
|
Yes
|
Yes
|
Not
necessary
|
Not
necessary
|
La tecnologia bluetooth è stata approvata nel
1998 dalla Bluetooth SIG. Nata per ovviare ai problemi di mancanza di
compatibilità fra periferiche digitali, usa potenze più basse rispetto
agli altri standard, definendo in realtà una PAM (personal area network)
ovvero un sottoinsieme di una WLAN più grande. Esso è utilizzato per far
comunicare dispositivi situati a pochi metri di distanza l'uno dall'altro
(computer con periferiche) In questa si ha che i dati vendono trasmessi
con Modulazione FHSS (frequency hopping spread spectrum) con GFSK (Gaussian
Frequency Shift Keying) su una frequenza di 2.4 Ghz con velocità di 1
Mbps. Di questi giorni la notizia secondo la quale la Bluetooth SIG ha
rilasciato un aggiornamento alle proprie specifiche che promette di risolvere
alcune delle lacune tecniche rimaste aperte nelle specifiche 1.1 E' inoltre
disponibile ondine un'analisi Sui problemi di sicurezza di Bluetooth consultabile
qui
in formato PDF, gli esperti di @stake. Infine lo SWAP (Shared Wireless
Application Protocol) creato dall'HomeRF Working Group prevede una modulazione
FHSS a 2.4Ghz con velocità variabile tra 1 e 2 Mbps.
STANDARD IEEE
802.11 
Il gruppo 802.11 può essere visto come
una famiglia di standard comprendenti un'insieme di standard quali:
-
802.2: Logical Link Control
-
802.3: Carrier Sense Multiple Access
with Collision Avoidance
-
802.4: Token bus
-
802.5: Token Ring
-
802.6: Distributed Queuing Dual Bus (DQDB)
-
802.9: Unified Integrated Services su
Backbone
-
802.11: WLAN
-
802.12: Demand Priority Access Method
-
802.14: Cable TV
-
802.15: Wireless Personal Area Networks
-
802.16: Broadband Wireless Access Methods
che riguardano il livello MAC e il livello
fisico della pila ISO-OSI. Riportata in figura.

Lo standard 802.11 si riferisce alle reti wireless.
Nello standard originale si focalizza l'attenzione su tre distinti livelli
fisici (Infrarosso - Trasmissione radio con modulazione FHSS - Trasmissione
radio con modulazione DSSS) e il livello MAC. In seguito si sono avute
due estensioni quali 802.11a e 802.11b. La versione base propone l'uso
della banda di frequenze dei 2.4GHz, la cosiddetta ISM (Industrial, Scientific
and Medical band) che è disponibile a libero uso dei privati, senza la
necessità di ottenere concessioni da parte degli enti pubblici. Nella
prima estensione si ottiene un throughput massimo di 54 Mbps ad una frequenza
di lavoro di 5,2 GHz. A causa dell'elevata frequenza usata, vengono richiesti
un maggior numero di AP rispetto allo standard 802.11b. Questo non è autorizzato
in Europa ed è il diretto concorrente dello standard Europeo Hyperlan/2.
I prodotti sono marcati con la sigla "Wi-Fi5". Un problema riscontrato
è il seguente: la frequenza utilizzata è la stessa con cui operano i satelliti,
perciò l'utilizzo è permesso soltanto per gli ambienti chiusi. In questo
standard viene utilizzata la tecnologia di modulazione OFDM con tecniche
di modulazione BPSK/QPSK/16 QAM/64 QAM, 8 canali disponibili non overlapping.
Nella seconda estensione, la 802.11b, abbiamo invece un throughput massimo
di 11 Mbps, 100 metri di distanza , utilizzo della banda ISM a 2.4 GHz,
tecnica di modulazione DSSS con tecniche di modulazione quali:
- DBPSK (Differential Binary Phase Shift Keying) per
velocità da 1 Mbps
- DQPSK (Differential Quaternary Phase Shift Keying)
per velocità da 2 Mbps
- QPSK/CCK (Quaternary Phase Shift Keying with Complementary
Code Keying) per velocità comprese tra 5,5 e 11 Mbps.
Il livello fisico di questi standard viene
comunque approfondito nell'omonimo paragrafo. Attualmente lo standard
802.11 è in continua evoluzione, grazie alle estensioni che i vari gruppi
di lavoro stanno studiando e proponendo. Da poco si è infatti approvato
lo standard 802.11g che presenta un throughput di 54 Mbps ad una frequenza
di 2.4 GHz. La tecnica di modulazione usata è la OFDM (tre canali disponibili
non overlapping).
Si riporta di seguito un elenco dei vari gruppi
di lavoro dell'IEEE 802.11 per capire in quali campi di ricerca essi lavorano.
|
Gruppo di lavoro
|
Scopo del progetto
|
Stato del progetto
|
|
802.11a
|
Sviluppare un livello fisico per trasmettere nella
banda dei 5GHz.
|
Il progetto è stato completato e lo standard
è stato pubblicato.
|
|
802.11b
|
Definire uno standard per trasmettere ad un bit
rate più alto nella banda dei 2.4GHz.
|
Il progetto è stato completato e lo standard
è stato pubblicato.
|
|
802.11c
|
Migliorare alcune mancanze nel Management Information
Base nello standard 802.11b
|
Il progetto è stato completato ed è
stato integrato nello standard 802.11b .
|
|
802.11d
|
Perfezionare l'interoperabilità tra lo standard
IEEE 802.11 e lo standard IEEE 802.1d
|
Il progetto è stato completato ed è
stato integrato nello standard IEEE 802.1d 2001.
|
|
802.11e
|
Migliorare il livello MAC dello standard IEEE 802.11
per supportare la Quality of Service (QoS
|
In stato di avanzamento.
|
|
802.11f
|
Migliorare l'interoperabilità tra AP di diversi
costruttori in un Distributed System, standardizzando un protocollo
di roaming.
|
In stato di avanzamento.
|
|
802.11g
|
Aumentare il bit rate in trasmissione delle reti
di tipo 802.11b superando i 20Mbps.
|
Il progetto è stato completato e lo standard
pubblicato.
|
|
802.11h
|
Migliorare il livello MAC e fisico dello standard
IEEE 802.11a.
|
In stato di avanzamento.
|
|
802.11i
|
Migliorare i meccanismi di autenticazione e sicurezza.
|
In stato di avanzamento.
|
|
802.11j
|
Aumentare il numero di canali nella banda dei 5GHz
in Giappone.
|
In stato di avanzamento.
|
|
802.11k
|
Definire un Radio Resource Measurement per scambiare
informazioni con i livelli superiori riguardo alle misurazioni
sul segnale radio.
|
In stato di avanzamento.
|
Topologie di
rete contemplate dallo standard 802.11 
In una WLAN il blocco elementare è dato da
una BSS (Basic Service Ser) ovvero un gruppo di stazioni situate nella
stessa area e coordinate dalla stessa funzione di coordinazione (DCF o
PCF. Avrò modo in seguito di parlare di queste.) Solitamente abbiamo che
in questi blocchi una stazione può colloquiare direttamente con un'altra
che si trovi all'interno della stessa BSS. Tale area prende il nome di
BSA (Basic Service Area). Sostanzialmente abbiamo una serie di NIC (Network
Interface Card) wireless, dette anche semplicemente stazioni (STA), inserite
in apparati di diversa natura (PC, portatili, palmari,ecc.) e da un bridge
wireless, definito AP (Access Point), come mostrato in figura. L'Access
Point interfaccia la WLAN con la rete cablata (quindi anche con altre
WLAN eventualmente) . Per la maggior parte delle WLAN presenti sul mercato
il range spaziale all'interno del quale le stazioni riescono a trasmettere
dati con l'AP è di circa 300m all'aperto.

Nello standard in questione sono definite due
tipologie:
Reti IBSS (Indipendent BSS) dette
anche ad hoc network.
Reti ESS (Extended Service set)
Nel primo caso siamo in assenza di un'AP. La
comunicazione tra due distinte stazioni può avvenire direttamente
se queste sono in visibilità radio, come riportato in figura.

Oppure attraverso l'ausilio di stazioni intermedie
il cui compito è quello di propagare l'informazione fino al destinatario.
In quest'ultimo caso la rete necessita di un protocollo di routing per
l'instradamento dei dati.

Nel secondo caso siamo invece in presenza di
un'AP. La comunicazione tra due distinte stazioni avviene sempre mediante
l'appoggio intermedio sull'AP che quindi deve essere necessariamente in
visibilità radio con le altre stazioni. Più BSS formano
in tal modo una rete wireless di più vasta copertura geografica.
Tutto sta nel posizionare opportunamente gli AP. E' ovvio che ogni stazione
sarà in comunicazione con un solo AP ovvero quello che presenta
migliore visibilità radio. Compito degli AP sarà quindi
anche quello di comunicare tra loro o con reti esterne. Quindi oltre alle
funzioni di coordinazione abbiamo anche quella di bridge verso l'esterno
mediante l'uso di DS (Distribution Service) ovvero una dorsale wireless
o wired che connette tra loro gli AP e l'interfaccia con l'esterno.

Qualora una stazione sia mobile è possibile
mediante l'uso di protocolli di roaming di dissociarsi da una BSS per
entrare a far parte di una nuova. Tenendo conto ovviamente della visibilità
radio offerta dal corrispondente AP e dal traffico gestito dallo stesso.
Il livello MAC nello
standard IEEE 802.11 
L'architettura logica di una WLAN che definisce
l'attività di rete, comprende gli ultimi due livelli della pila
ISO-OSI, come riportato nella figura seguente.

In una Wireless LAN abbiamo che le stazioni
sono obbligate a condividere lo stesso canale trasmissivo. Questo implica
il problema delle collisioni nel caso avvenga la trasmissione contemporanea
da parte di due o più stazioni. Per evitare questo problema, il
standard in questione utilizza il protocollo CSMA/CA con acknowledgment
(ACK) definendo così il DCF (Distribuited Coordination Function
). Perché viene utilizzato quest'ultimo? Perché nelle strutture
wireless, a causa della bassa potenza trasmessa dai nodi, non si rende
possibile la rilevazione di una collisione. Una stazione che trasmette
il pacchetto informativo, è in grado di rilevare la collisione
solo a fine trasmissione. In tal caso infatti, non riceverà il
pacchetto ACK valido come riscontro. Ovviamente il segnale di ACK viene
generato dalla stazione ricevente che ha ricevuto correttamente il dato
trasmesso. Parliamo di ricezione corretta in quanto alla perdita d'informazione
non concorre solo il fenomeno della collisione, ma anche il rumore presente
sul canale ed altri fenomeni di disturbo. In Tali situazioni si sfrutta
il Bit Error Rate e il Packet Error Rate per quantificare l'entità
del disturbo. Abbiamo quindi introdotto il concetto di DCF. Questo è
il modo fondamentale di coordinamento di traffico in una WLAN. Esso infatti
è sempre presente. Stessa cosa non va invece detta per il PCF che
è una funzione di coordinamento opinabile. Questi modi posso coesistere
in una WLAN. Considerando infatti il CFP riportato in figura, abbiamo
che il DCF lavora nel CP (Contention Period), mentre il PCF nel CFP (Contention
Free Period).

Nei prossimi capitoli avrò modo di approfondire
l'analisi di queste due funzioni di coordinazione. Prima di andare ad
analizzare il frame soffermiamoci un momento sul funzionamento della pila
ISO-OSI al fine di capire come viene costruito il frame. Sappiamo che
questa è una struttura gerarchica il cui funzionamento può
essere riassunto per grandi linee nel seguente modo: il programma applicativo
dell' host 1 deve mandare un messaggio alla sua peer entity dell' host
2 ; il livello applicativo consegna quindi il messaggio in oggetto al
livello sottostante per la trasmissione; questo aggiunge un suo header
( testata ) in testa al messaggio. Quest'ultimo contiene informazioni
di controllo, tra le quali il numero di sequenza del messaggio, la dimensione
del messaggio e altro. L'informazione così elaborata viene passata
al livello sottostante che può trovarsi nella necessità
di frammentare i dati da trasmettere in unità più piccole,
(i cosiddetti pacchetti ) a ciascuna delle quali aggiunge il suo header.
Il messaggio è quindi passato al livello sottostante ovvero il
livello MAC. Questo blocco di dati costituisce il frame body del pacchetto
a livello MAC, indicato anche come MSDU (MAC Service Data Unit) ; proprio
il livello MAC vi aggiunge ulteriori dati in testa (MAC header) ed in
coda (il campo FCS), a formare il MPDU (MAC Protocol Data Unit) , che
`e il payload di un pacchetto a livello fisico e quindi viene anche indicato
come PSDU (Physical Service Data Unit) ; infine il livello fisico vi aggiunge
in testa i campi di preambolo ed intestazione, traduce in segnale elettrico
il pacchetto così ottenuto e lo trasmette sul canale fisico tramite
una opportuna modulazione. In caso di pacchetto ricevuto il percorso da
seguire `e invertito. Vi sono inoltre dei frame che non contengono dati
ma sono comunque essenziali per la rete; questi sono generati interamente
dal livello MAC e quindi il relativo eventuale MSDU non proviene dai livelli
superiori. Passiamo ora a descrivere come è organizzato il frame
nello standard 802.11. Ricordiamo anzitutto che il frame è un'insieme
di oggetti dalla struttura ben definita e nota sia a chi trasmette sia
a chi riceve. Il formato generale presenta un'insieme di campi che si
presentano in un fissato ordine. In figura si riporta tale modello generale.

Vediamo quindi come sono organizzati i vari
campi. Il frame di controllo consiste in un insieme di sottocampi quali:
Protocol Version, Type, Subtype, To DS, From DS, More Fragments, Retry,
Power Management, More Data, Wired Equivalent Privacy (WEP), e Order.
Questi vengono riportati nella figura seguente.

Protocol Version : è
un campo di lunghezza pari a due bit contiene informazioni circa le revisioni
dello standard in uso. Nello standard 802.11 tale valore è settato
a 0. Questa quantità viene incrementata di una unità quando
si presenta un'incompatibilità tra la versione in uso e la precedente.
Type and subtype : presentano
una lunghezza rispettiva di due e quattro bit. La loro funzione è
quella di identificare il tipo di frame in oggetto. Abbiamo infatti tre
tipi di frame supportati dallo standard 802.11:
- Frame di gestione: comprendono frame usati per l'associazione
e la separazione da una BSS, per l'autenticazione e la deautenticazione,
per la temporizzazione e la sincronizzazione.
- Frame di controllo: comprendono frame usati per l'handshake
durante il CP, per l'ACK positivi durante il CP e per la terminazione
dle CFP.
- Frame dati: contengono i dati trasmessi durante il
CP e il CFP.
Si riporta di seguito una tabella relativa
alle combinazioni di bit valide.
|
Descrizione campo Type
|
Descrizione Valore
|
Descrizione campo Subtype
|
Descrizione Valore
|
|
00
|
Gestione
|
0000
|
Association request
|
|
00
|
Gestione
|
0001
|
Association response
|
|
00
|
Gestione
|
0010
|
Reassociation request
|
|
00
|
Gestione
|
0011
|
Reassociation response
|
|
00
|
Gestione
|
0100
|
Probe request
|
|
00
|
Gestione
|
0101
|
Probe response
|
|
00
|
Gestione
|
0110–0111
|
Reserved
|
|
00
|
Gestione
|
1000
|
Beacon
|
|
00
|
Gestione
|
1001
|
ATIM
|
|
00
|
Gestione
|
1010
|
Disassociation
|
|
00
|
Gestione
|
1011
|
Authentication
|
|
00
|
Gestione
|
1100
|
Deauthentication
|
|
00
|
Gestione
|
1101–1111
|
Reserved
|
|
01
|
Controllo
|
0000–1001
|
Reserved
|
|
01
|
Controllo
|
1010
|
Power Save (PS)-Poll
|
|
01
|
Controllo
|
1011
|
Request To Send (RTS)
|
|
01
|
Controllo
|
1100
|
Clear To Send (CTS)
|
|
01
|
Controllo
|
1101
|
Acknowledgment (ACK)
|
|
01
|
Controllo
|
1110
|
Contention-Free (CF)-End
|
|
01
|
Controllo
|
1111
|
CF-End + CF-Ack
|
|
10
|
Dati
|
0000
|
Data
|
|
10
|
Dati
|
0001
|
Data + CF-Ack
|
|
10
|
Dati
|
0010
|
Data + CF-Poll
|
|
10
|
Dati
|
0011
|
Data + CF-Ack + CF-Poll
|
|
10
|
Dati
|
0100
|
Null function (no data)
|
|
10
|
Dati
|
0101
|
CF-Ack (no data)
|
|
10
|
Dati
|
0110
|
CF-Poll (no data)
|
|
10
|
Dati
|
0111
|
CF-Ack + CF-Poll (no data)
|
|
10
|
Dati
|
1000-1111
|
Reserved
|
|
11
|
Riservato
|
0000-1111
|
Reserved
|
To DS : settando tale campo
a 1 o 0 si definisce se il frame è destinato al Distribution System
o meno.
From DS : se posto a 1 indica
che il frame proviene dal Distribution System. In caso contrario è
settato a 0.
More Fragment: questo campo,
di lunghezza pari a 1 bit, viene settato a 1 nei frame di dati o di gestione
che hanno subito la frammentazione, dando così l'indicazione della
presenza di altri pacchetti del corrente MSDU (MAC Service Data Unit)
o MMPDU (MAC Management Protocol Data Unit).
Retry Field: questo campo,
di lunghezza pari a 1 bit, è settato a 1 nei frame dati e di gestione
che hanno subito la ritrasmissione. Serve a dare informazione alla stazione
ricevente circa l'eliminazione dei frame doppioni.
Power Management Field: questo
campo, di lunghezza pari a 1 bit, definisce lo stato energetico di una
stazione (active / power save mode). Questo valore è indicativo
dello stato di una stazione al termine di uno scambio di dati. Il livello
logico 1 è indicativo dello stato power save mode. Il campo è
settato sempre a 0 nei frame trasmessi da un Access Point.
More Data Field: questo campo,
di lunghezza pari a 1 bit, se settato a 1 da indicazione ad una stazione
in power save mode che altri MSDU o MMPDU stanno per essergli inviati
da un AP.
WEP Field: questo campo,
di lunghezza pari a 1 bit, se settato a 1 indica che il corpo del frame
ha subito un criptaggio con algoritmo WEP. Tale campo può essere
settato a 1 solo nei frame dati e di autenticazione.
Order Field: questo campo,
di lunghezza pari a 1 bit, è settato a 1 solo nei framme di dati
che contengono MSDU o frammenti dello stesso.
Ritorniamo quindi alla descrizione dei campi
presenti nel frame generico.
Duration/ID Field: questo
campo presenta una lunghezza di 16 bit ed il contenuto può assumere
i seguenti significati:
- Nei frame di controllo con subtype power save-poll,
viene memorizzato nei 14 bit meno significativi l'AID (Association
Identity) della stazione trasmittente. I due bit più significativi
vengono settati a 1.
- In ogni altro tipo di frame definisce un valore indicativo
della durata del frame stesso. Tale valore va ad aggiornare il contenuto
del NAV (Network Allocation Vector) di cui parlerò in seguito.
I frames trasmessi durante il CFP presentano questo campo settato
al valore di 32768.
Address Field: All'interno
del frame ci sono ben 4 campi contenenti informazioni circa indirizzi.
Senza dilungarmi troppo nella descrizione di questi (per maggior informazioni
fate riferimento allo standard 802.11) mi limito a dire che vengono trasmesse
informazioni circa il BSSID (Basic Service Set Identifier) , DA (Destination
Address), SA (Source Address), RA (Recevier Address) e TA (Trasmitter
Address).
Sequence Control Field: è
un campo lungo 16 bit all'interno del quale è possibile individuare
due sottocampi. I primi 4 bit identificano il numero del pacchetto qualora
ci sia stata una frammentazione (Fragment Sequence), mentre i rimanenti
12 definiscono il numero del MSDU o MMPDU all'interno della sequenza generale
(Sequenze Number).
Frame Body Field: è
il corpo del frame, contenente l'informazione che si vuol trasmettere.
La sua dimensione varia tra 0 e 2312 byte.
FCS Field: è un campo
di controllo dell'errore ( frame check sequence, FCS ), che contiene un
valore a 32 bit calcolato in funzione di tutti i precedenti byte presenti
nel frame, indicato come CRC (cyclic redundancy code).
Prima di inviare un qualsiasi frame, il nodo
deve in generale verificare che il canale sia libero (assenza di portanti)
per un certo intervallo di tempo, chiamato IFS (Interframe Space). Questa
quantità può assume quattro valori distinti e definiti come
segue:
- SIFS (Short IFS) : è il più breve intervallo
di tempo definito. E' usato per i frame di ACK o CTS (Clear to Send),
tra due MPDU all'interno di un burst, da una stazione che risponde
al polling;
- PIFS (PCF IFS)= SIFS + aSlotTime . Usato esclusivamente
nella modalità PCF per avere priorità nell'accesso al
canale, è definito in funzione di aSlotTime , l'unità
temporale dipendente dal livello fisico usato;
- DIFS (DCF IFS) = PIFS + aSlotTime. U sato esclusivamente
nella modalità DCF in generale prima di iniziare una contesa;
- EIFS (Extended IFS) = DIFS + 8 * ( durata di unACK
) + ( durata di un preambolo ed una intestazione PLCP ). E' usato
nella modalità DCF quando vengono rilevati degli errori nel
canale al livello fisico, tramite il controllo dei CRC;

Il DCF (Distribuited
Coordination Function) 
Come detto in precedenza, il DCf rappresenta
all'interno dello standard IEEE 802.11 il metodo fondamentale di funzionamento
della rete e pertanto è obbligatoriamente presente in tutte le
sue implementazioni. Esso sfrutta il protocollo CSMA/CA che ricordiamo
essere di tipo a contesa. Questo è opportunamente modificato al
fine di ottenere un riduzione delle collisioni. Passiamo ad analizzare
l'insieme di regole che una stazione deve rispettare per poter trasmettere
all'interno di una BSS. Ogni stazione che presenta del traffico in coda
è una stazione che partecipa alla contesa del canale. Questa si
pone in ascolto del canale attendendo che lo stesso risulti libero. Appena
ciò avviene si attende un DIFS quindi, se ci sono concorrenti,
si partecipa alla contesa. In caso contrario la trasmissione avviene subito
al termine del DIFS. L'ascolto del canale, al fine di determinare se lo
stesso è occupato o meno, avviene facendo uso di due tecniche.
La prima agisce a livello fisico e consiste nel effettuare un'analisi
della potenza presente sul canale stesso al fine d'individuare la presenza
o meno di una trasmissione. A questa viene affiancata una tecnica chiamata
Virtual Carrie Sensing. Nell'analisi del frame abbiamo individuato un
campo denominato Duration/ID. in questo viene inserito un valore che definisce
la durata, espressa in microsecondi, della corrente sequenza di scambio
di dati. Tale quantità viene calcolata a partire dal termine della
ricezione del frame contenente l'informazione stessa. Questa viene inserita
nel NAV di tutte le stazioni facenti parte della BSS. Pertanto, ricevuto
questo frame di controllo, tutte le stazioni aggiorneranno il proprio
NAV ed incominceranno a decrementarlo. Il canale risulterà occupato
per tutte le stazioni che presentano un NAV diverso da zero. Una stazione
il cui NAV è uguale a zero, attende un DIFS, quindi inizia la contesa.
Ovviamente il canale risulterà occupato se almeno uno dei due meccanismi
da esito negativo. Vediamo cosa accade più nel dettaglio. Una stazione
che vince la contesa trasmette il proprio pacchetto. Chi riceve questo
attende un SIFS quindi risponde con un ACK. Tale segnale indica che la
trasmissione ha avuto esito positivo. Pertanto lo stesso viene generato
solo se non ci sono state collisioni o se il controllo degli errori ha
dato esito negativo. Si potrebbe infatti avere che dopo la procedura di
contesa del canale, due o più stazioni inizino la trasmissione.
In tale situazione solo l'assenza di riscontro positivo sarà indice
di un errore nella trasmissione stessa. In tal caso si attenderà
che il canale si liberi più un DIFS per poter partecipare nuovamente
alla contesa.

Vediamo quindi come avviene la contesa del
canale. Ogni stazione genera un valore intero in modo casuale mediante
l'uso di una distribuzione uniforme all'interno di un intervallo [0, CW]
La grandezza di quest'intervallo è definita dallo standard. Il
valore estratto è un multiplo intero del aSlot-Time. Dopo che il
DIFS è trascorso, si dovrà attendere che passi un tempo
pari a questo appena definito prima di poter trasmettere. Sostanzialmente
abbiamo quindi che una stazione genera tale valore e comincia a decrementarlo
di un aSlot-Time. Vede quindi cosa accade sul canale e decrementa di un
altro aSlot-Time. Quando il valore ottenuto diviene pari a zero, la contesa
risulta riuscita e si inizia la trasmissione. Questa procedura prende
il nome di Backoff Time. Qualora durante questa operazione il canale dovesse
risultare occupato, allora si congela il valore. La procedura viene quindi
riavviata nell'istante in cui il canale risulta libero per un DIFS. Una
volta vinta la contesa e trasmesso il frame, la procedura si ripete estraendo
un nuovo valore dalla finestra [0, CW] La differenza sta che in questo
caso, il limite superiore della finestra è settato a CW min nel
caso in cui la trasmissione abbia avuto esito positivo (ACK), mentre viene
assegnato valore pari a :
CW = 2CW + 1 < CW max
in caso di esito negativo. Il numero massimo
di ritrasmissioni di uno stesso frame è definito da due parametri
quali Short Retry Limit e Long Retry Limit. Il primo è usato qualora
stiamo trasmettendo un MSDU o un MMPDU di lunghezza inferiore ad un certo
parametro. Il secondo negli altri casi. Esiste un'altra modalità
di trasmissione nella quale si ha lo scambio di due frame di controllo
prima della trasmissione effettiva. Vediamo come avviene e in quali casi
è utilizzata. Il primo frame trasmesso dalla stazione sorgente
è un RTS (Request to Send). Questo specifica la durata della trasmissione
del presente frame di dati e del seguente frame di ACK. La stazione destinatario,
dopo un intervallo di tempo di un SIFS dalla ricezione del RTS, invia
un frame CTS (Clear to Send) in cui sono contenute ancora informazioni
sulla durata dell'attuale trasmissione. Tutte le stazioni all'interno
del BSS, che riescono a “sentire” i frame RTS e CTS, aggiornano il valore
del loro NAV grazie alle informazioni contenute in questi. Lo scambio
dei frame di RTS e CTS viene indicato dallo standard come facoltativo,
in quanto, soprattutto in presenza di frame di dati molto piccoli, potrebbe
rendere inefficiente il protocollo.

Esso si rende comunque necessario in presenza
delle hidden stations : potrebbero esserci nella stessa BSS due
stazioni non in visibilità radio fra loro (ma che comunque vedono
l'AP); se una delle due inizia la trasmissione di un frame di dati diretto
all'AP, l'altra non riuscirà in alcun modo ad accorgersi dello
stato occupato del canale e potrebbe quindi iniziare una propria trasmissione,
dando dunque origine ad una collisione e alla perdita di entrambi i frame.
In questa procedura invece, supponendo che la stazione remota non riesca
a ricevere l'informazione contenuta nell'RTS, sfrutterà quella
contenuta nel CTS per aggiornare il proprio NAV.Discutiamo infine la presenza
di un meccanismo di frammentazione usato qualora il canale non permetta
la trasmissione di frame troppo lunghi. Il frame originario viene spezzettato
ed inviato sottoforma di frame più piccoli. La stazione ricevente
invierà un segnale di ACK ad ogni ricezione corretta. Sarà
impegno della stazione ricevente ricostruire il frame originario.

PCF (Point Coordination
Function) 
Come accennato in precedenza questa funzione
di coordinazione va implementata opinabilmente. In ogni caso sarà sempre
presente il DCF che è la funzione di coordinazione fondamentale all'interno
di una rete wireless. Entrambe queste possono coesistere in quanto vengono
ad essere implementate in istanti di tempo distinti. Se consideriamo il
CFP Repetition Interval, il PCF viene implementato nel CFP (Contention
Free Period) mentre il DCF nel CP (Contention Period). Vado a commentare
la seguente figura tratta direttamente dallo standard IEEE 802.11

L'inizio del CFP è determinato dal PC (Point
Coordinator) che solitamente coincide con l'AP della BSS. Questo invia
un pacchetto, detto Beacon Frame, la cui utilità è quella di sincronizzare
la BSS. Tale frame viene inviato solo dopo che il PC ha constatato che
il canale è rimasto libero per un PIFS. Ricordo che tale valore è numericamente
inferiore al DIFS, tempo che deve invece attendere una generica stazione
prima di poter accedere al canale. Di conseguenza viene garantita la priorità
del PC nell'accesso al canale rispetto ad una generica stazione. Trasmesso
quindi il Beacon Frame, si ha che tutti i NAV vengono aggiornati ad un
valore tale da impedire l'accesso al canale per tutta la durata del CFP.
In tal modo si sfrutta il Virtual Sensing per proteggere il PCF. La durata
del CFP è inizialmente settata al valore massimo ovvero il CFP Max Duration.
In realtà tale periodo può essere terminato anticipatamente dal PC mediante
l'invio di un frame detto CF-END.
Nel CFP abbiamo quindi che il PC accede per
primo al canale. Quindi interroga le stazioni e concede alle stesse il
permesso di trasmettere. La procedura seguita è la seguente. Trasmesso
il Beacon, il PC attende un SIFS. Quindi trasmette il CF-Poll ovvero un
frame che autorizza la stazione che lo riceve a trasmettere. Quest'ultima
risponde quindi con un frame di dati (nel caso generale) al quale segue
un segnale di CF-ACK da parte del PC in caso di corretta ricezione. Qualora
sia invece il PC a dover trasmettere dei dati ad una stazione, si ha la
trasmissione di questi al posto del CF-Poll e la conseguente risposta
da parte della stazione ricevente con un CF-ACK in caso di corretta ricezione.
Nel PCF i frame vengono spessi accorpati al
fine di migliorarne l'efficienza. Pertanto avremo che i PC possono trasmettere
frame del tipo CF-Poll, CF-ACK + CF-Poll, Data + CF-ACK + CF-Poll. La
stazione che ha ricevuto il CF-Poll può rispondere dopo un SIFS con un
CF-ACK o con un Data + CF-ACK. Se la stazione non ha nulla da trasmettere,
allora invia un frame detto CF-Null. Il PC sceglie le stazioni a cui inviare
il CF-Poll da una lista detta polling list. Questa contiene l'elenco di
tutte le stazioni che, in fase d'associazione alla BSS, ne hanno esplicitamente
richiesto l'inserimento. Quando una stazione si associa a una BSS riceve
un numero identificativo detto AID (Association ID). La polling list viene
interrogata in ordine crescente di AID. Quando la lista termina la si
inizia nuovamente a leggere dall'inizio. Anche per il PCF è previsto un
processo di frammentazione e deframmentazione di dati simile al DCF. In
figura si riporta un'esempio di scambio di frame nel PCF.

Il QoS nelle Wireless
LAN 
Gli standard presentati in precedenza, sono
stati pensati per un traffico di tipo generico detto best-effort. Con
tale termine individuiamo una certa tipologia di traffico caratterizzata
dal non presentare particolari esigenze in termini di risorse assegnategli.
Esempi di traffico identificabili in tale categoria sono i traffici di
trasferimento file (FTP, File Transfer Protocol), quelli per lo scambio
di posta elettronica (SMTP, Simple Mail Transfer Protocol, POP3, Post
Office Protocol), o per la consultazione di pagine web (HTTP, Hyper Text
Transfer Protocol). E' anche vero però che negli ultimi anni si presenta
sempre più l'esigenza di far uso di particolari tipi di traffici che presentano
esigenze nettamente diverse. Sto parlando di traffici di informazioni
di tipo audio o video, interattive o non. Questo comporta il soddisfacimento
da parte della rete, di particolari specifiche in termini di prestazioni,
al fine di garantire la qualità dell'informazione trasmessa. Si introduce
quindi il concetto di QoS (Quality of Service) definito come proprietà
della rete di garantire una certa qualità nel servizio offerto. Il gruppo
IEEE 802.11 ha costituito pertanto un gruppo di lavoro il cui scopo sia
la realizzazione di uno standard che garantisca il soddisfacimento di
questa specifica. Tale gruppo e il 802.11e. Allo stato dell'arte non è
ancora stato definisto uno standard, ma sono stati proposti diversi Draft
. Il compito che mi pongo in questa sede è quello di definire meglio il
concetto di QoS andando ad analizzare le varie proposte fatte per garantire
tale servizio nello standard 802.11.
Partiamo quindi dall'analizzare il traffico
multimediale, cercando di capire quali esigenze esso presenta e perché
non si possa sfruttare una rete pensata per il traffico best-effort. Con
traffico multimediale si identifica solitamente un tipo di trasmissione
che presenti informazioni di tipo audio o video al proprio interno. Allo
stato attuale, abbiamo che le applicazioni più diffuse sono: audio streaming,
video streaming, video conference e VoIP (Voice over IP). Queste quattro
applicazioni prevedono la trasmissione di tipo interactive detto anche
two-way (VoIP e video conference) nelle quali in traffico è bidirezionale,

o di tipo non-interactive detto anche one way
(streaming audio e video) nelle quali abbiamo invece un traffico di tipo
unidirezionale.

Appare evidente come queste applicazioni richiedano
particolari specifiche alla rete al fine di garantire una ricezione accettabile
verso l'utente destinatario. Le specifiche di cui occorre tener conto
sono sostanzialmente quattro:
-
Banda allocata. Occorre fare una differenziazione
in termini di traffico trasmesso. Infatti passiamo da un banda di
pochi Kbit/sec per il VoIP fino a Mbit/sec nel caso di streaming video.
Non può pertanto essere pensato una gestione paritaria delle risorse
disponibili pena uno spreco delle stesse.
-
Delay. Esso sostanzialmente è il tempo
che trascorra tra l'istante in cui il pacchetto è generato all'istante
in cui esso è ricevuto dal destinatario. Appare evidente come ad esso
concorrano una serie di fattori quali il ritardo di elaborazione (piccolissimo
ma comunque non nullo), il ritardo di accodamento (i pacchetti vengono
conservati in una coda in attesa di esser trasmessi, usualmente serviti
secondo una politica FIFO - First In First Out), il ritardo di trasmissione
(dipendente direttamente dalla velocit`a di trasmissione), ed il ritardo
di propagazione fisica del segnale trasmesso (anch'esso piccolissimo).
Diventa un fattore a cui occorre fornire una particolare attenzione
nel caso di traffico interattivo pena il rischio di rendere la conversazione
incomprensibile.
-
Jitter. Questa quantità esprime la varianza
del ritardo di cui prima. Un jitter nullo è sinonimo di un ugual ritardo
da parte dei pacchetti. Jitter elevati significa un traffico poco
fluido.
-
Packet loss. Da informazioni circa la quantità
di pacchetti persi (oppure corrotti) durante la trasmissione. I traffici
multimediali presentano specifiche abbastanza stringenti verso questo
indice.
Potenzialmente si potrebbe affermare che, in
assenza di traffico sul canale trasmissivo, il DCF potrebbe tranquillamente
garantire questo il QoS verso questi tipi di traffico. In realtà sappiamo
bene come la qualità di un protocollo il cui fine ultimo sia garantire
una specifica, vada saggiato in presenza di condizioni di lavoro sfavorevoli.
Riporto di seguito una tabella in cui si definiscono, degli indici appena
elencati, i valori massimi tollerati in funzione dell'applicazione.
|
Applicazione
|
Traffico
|
Data-rate
[Kbit/sec]
|
Delay
[ms]
|
Jitter
[ms]
|
Packet-loss
[%]
|
|
VoIP
|
Two-way
|
4-64
|
150
|
1
|
3
|
|
Streaming
Audio
|
One-way
|
16-128
|
10
sec
|
1
|
1
|
|
Streaming
Video
|
One-way
|
16-384
|
10
sec
|
|
1
|
|
Video
Conference
|
Two-way
|
16-384
|
150
|
|
1
|
Il gruppo di lavoro 802.11e, istituito per
opportare modifiche allo standard originale al fine di garantire il QoS
verso tali applicazioni, ha proposto due nuove modalità di trasmissione.
Una è l'EDCF (Enhanced DCF) basata sul DCF, l'altra è l'HCF (Hybrid Coordination
Function) Basata sul PCF.
Il livello fisico 
Questo livello occupa il posto più basso nella
gerarchia individuata all'interno della pila ISO-OSI. E' situato al di
sotto del livello MAC ed il suo compito è quello di ricevere da quest'ultimo
i frame da trasmettere sul canale e viceversa di passare i frame presi
dal canale stesso. Si occupa inoltre di determinare lo stato del canale
stesso (Carrier Sense).
All'interno del livello fisico è possibile
individuare i seguenti componenti:
-
Physical Layer Management. Questo s'interfaccia
con il livello superiore e gestisce i seguenti sottolivelli.
-
PLCP (Physical Layer Convergence Procedure).
Esso provvede a convertire i frame provenienti da livello MAC o dal
canale aggiungendo o eliminando un PLCP preamble e un PLCP header.
-
PMD ( Physical Medium Dependent). Governa
direttamente l'hardware in uso.

Nella prima versione dello standard IEEE 802.11
sono stati incluse tre differenti implementazioni per il livello fisico:
DSSS, FHSS, IR. Le successive estensioni dello standard hanno introdotto
l' OFDM e una versione più veloce del DSSS, denominata HR-DSSS (High Rate
Direct Sequence Spread Spectrum). Esse rappresentano fondamentalmente
diversi tipi di modulazione del segnale, che permettono diverse frequenze
di trasmissione. Analizziamo quindi ciascuna di queste, partendo da quelle
di tipo Spread Spectrum.
- Modulazione Spread Spectrum - Rappresenta
il comune denominatore della DSSS (e della FHSS. Questa tecnica di modulazione
permette sostanzialmente di spalmare la potenza del segnale in una banda
più ampia al fine di garantire una maggiore immunità all'interferenza
ed un aumento del rapporto segnale rumore. Ovviamente si ha come risvolto
uno spreco di banda.
- DSSS (Direct Sequence Spread Spectrum)
- Lo standard IEEE 802.11 implementa la tecnica DSSS per trasmettere
dati sul canale. La trasmissione garantisce in tal modo un througput di
1 Mbps o 2 Mbps in una banda a cavallo dei 2.4 Ghz. Mediante questa tecnica
si suddivide la banda disponibile in 11 canali da 22 Mhz l'uno. Quindi
mediante l'uso della sequenza di Barker come chipping code si codifica
ogni simbolo con chipping sequenze da 11 bit. Il differente througput
dipende dal tipo di codifica implementato. Sfruttando il Differential
Birany Phase Shift keying si raggiunge la velocità di 1 Mbps. Per poter
raggiungere i 2 Mbps occorre far uso della Differential Quadrature Phase
Shift Keying.
|
Region
|
Allocated
Spectrum
|
|
US
|
2.4
- 2.4835
|
|
Europe
|
2.4
- 2.4835
|
|
Japan
|
2.471
- 2.497
|
|
France
|
2.4465
- 2.4835
|
|
Spain
|
2.445
- 2.475
|
- FHSS (Frequency Hopping Spread Spectrum)
- Anche in questo caso si fa uso di una banda allocata nell'intorno
di 2.4 GHz. Questa viene divisa in più canali la cui ampiezza è di 1 Mhz
e il cui numero varia da paese a paese. L'allargamento dello spettro (Spread
Spectrum) avviene mediante modulazione con una portante che salta (Frequence
Hopping) da una frequenza ad un'altra mediante una sequenza pseudo-casuale.
Lo standard impone che vi sia una distanza minima tra le frequenze di
due salti contigui. Tale valore è pari a 6 MHz nel Nord America mentre
è di 5 Mhz in europa e nel Giappone. Facendo uso di una codifica GFSK
(Gaussian Frequency Shift Keying) si raggiunge un througput di 1 Mbps,
mentre con GFSK e quattro livelli si ottiene un througput di 2 Mbps.
|
Region
|
Allocated
Spectrum
|
|
Nord
America
|
2.4
- 2.4835
|
|
Europe
|
2.4
- 2.2835
|
|
Japan
|
2.471
- 2.497
|
|
France
|
2.4465
- 2.4835
|
|
SPAIN
|
2.445
- 2.475
|
- HR-DSSS (Standard 802.11b) - Lo standard
802.11b introduce un nuovo tipo di modulazione al fine d'ottenere un througput
maggiore di quello ottenuto dallo standard 802.11. E' da sottolineare
che esso è un complemento allo standard originale e non una sostituzione.
Anche in questo caso si opera nella frequenza dei 2.4 GHz. Per i througput
più bassi si fa sempre uso della DBPSK (1 Mbps) e DQPSK (2 Mbps). Per
valori superiori si fa uso del DS-SS/CCK(Complementary Code Keying) +
DQPSK per Data rates a 5.5 e 11 Mbit. Il DS-SS code è di 11 chip per bit
mentre il CCK code è di 8 chip per bit. Pmax= 1 W (USA), 100 mW (EU)
- OFDM (Standard 802.11a) - All'interno
dello standard 802.11a si utilizza la OFDM come tecnica di modulazione.
In queto modo la trasmissione avviene in una banda allocata nell'intorno
dei 5 Ghz con througput massimo di 54 Mbps (6 Mbps, 9 Mbps, 12 Mbps, 18
Mbps, 24 Mbps,36 Mbps, 48 Mbps, 54 Mbps). Sostanzialmente tale tecnica
consiste nel suddividere un segnale dall'elevato bit rate in un insieme
di sottosegnali dal bit rate inferiore. Questi vengono trasmessi in simultanea
mediante sottoportanti generate sfruttando la Inverse Fast Fourier Transform.
Per evitare errori introdotti da interferenza d'intersimbolo si mantiene
una differenza di un numero intero di periodi all'interno del periodo
d'integrazione della FFt. In tal modo è assicurata l'ortogonalità e quindi
l'annullamento dell'interferenza. La frequenza operativa è di 5.15-5.35
GHz e 5.725-5.825 Ghz in US, UNII - Unlicensed National Information Infrastructure
band mentre in Europa 5.15-5.35, ma esistono ancora notevoli limitazioni
all'utilizzo. Il througput è fortemente dipendente dalla potenza trasmessa
e dal numero di AP. Riporto di seguito una tabella riassuntiva circa il
througput nello standard 802.11a.
|
Througput
|
Modulation
|
Coding
Rate
|
Coded
bits per subcarrier
|
Coded
bits per OFDM symbol
|
Data
bits Per OFDM symbol
|
|
6
|
BPSK
|
1/2
|
1
|
48
|
24
|
|
9
|
BPSK
|
3/4
|
1
|
48
|
36
|
|
12
|
QPSK
|
1/2
|
2
|
96
|
48
|
|
18
|
QPSK
|
3/4
|
2
|
96
|
72
|
|
24
|
16-QAM
|
3/4
|
4
|
192
|
96
|
|
36
|
16-QAM
|
3/4
|
4
|
192
|
144
|
|
48
|
64-QAM
|
2/3
|
6
|
288
|
192
|
|
54
|
64-QAM
|
3/4
|
6
|
288
|
216
|
- Infrared - L' IrDA (Infrared Device
Application), è lo standard di interconnessione dati tramite infrarossi
bidirezionale point-to-point tra dispositivi posizionati in visibilità
reciproca ( LoS, line of sight) Tali dispositivi sono indicati per le
comunicazioni e non per le reti vere e proprie. Questa modalità di trasmissione
è stata inclusa nello standard 802.11 nell'eventualità di utilizzo di
una rete in ambienti chiusi e piccolo. Il througput raggiunto è di 1 o
2 Mbps sfruttando codifiche del tipo 16-PPM e 4-PPM.
ELENCO DEGLI
ACRONIMI 
ACKACKnowledgement
AIFS Arbitration Interframe Space
AID Association ID
AP Access Point
AITM Announcement traffic indication message
BRAN Broadband Radio Access Network
BSA Basic Service Area
BSS Basic Service Set
CBR Constant Bit RateCCI Controlled Contention Interval
CCK Complementary Code Keying
CFP Contention Free Period
CP Contention Period
CSMA/CA Carrier Sense Multiple Access/Collision Avoidance
CTS Clear To Send
CW Contention Window
DBPSK Differential Binary Phase Shift Keying
DCF Distributed Coordination Function
DIFS DCF Interframe Space
DQPSK Differential Quadrature Phase Shift Keying
DSSS Direct Sequence Spread Spectrum
EDCF Enhanced Distributed Coordination Function
EIFS Extended Interframe Space
ESS Extended Service Set
ESTA Enhanced STAtion
ETSI European Telecommunications Standards Institute
FFT Fast Fourier Transform
FHSS Frequency Hopping Spread Spectrum
GFSK Gaussian Frequency Shift Key
HC Hybrid Coordinator
HCF Hybrid Coordination Function
IBSS Independent Basic Service Set
IEEE Institute for Electrical and Electronic Engineers
IFFT Inverse Fast Fourier Transform
IFS Interframe Space
IR InfraRed
LAN Local Area Network
LLC Logical Link Control
MAC Medium Access Control
MMPDU MAC Management Protocol Data Unit
MPDU MAC Protocol Data Unit
MSDU MAC Service Data Unit
NAV Network Allocation Vector
NIC Network Interface Card
OFDM Orthogonal Frequency Division Multiplexing
PC Point Controller
PCF Point Coordination Function
PF Persistence Factor
PHY PHYsical
PIFS PCF Interframe Space
PLCP Physical Layer Convergence Procedure
PMD Physical Medium Dependent
PPDU PLCP Protocol Data Unit
PPM Pulse Position Modulation
QoS Quality of Service
RR Reservation Request
RTS Request To Send
SIFS Short InterFrame Space
SNR Signal to Noise Ratio
STA STAtion
TC Traffic Class
TCID Traffic Class IDentifier
TXOP Transmission Opportunity
TSPEC Traffic Specification
UMTS Universal Mobile Telecommunication System
VBR Variable Bit Rate
VoIP Voice over IP
WLAN Wireless Local Area Network
GLOSSARIO 
Sono stato tentato in un primo momento
di realizzare un glossario. In realtà ho notato che in rete ce
ne sono già, quindi ho ritenuto inutile creare un'informazione
ridondante in tali termini. Pertanto ne segnalo uno reperibile a quest'indirizzo:
http://www.securitywireless.info/default.asp
E' un sito che tratta la sicurezza nelle reti wireless, a mio parere molto
ben fatto.